(…)
prima di partire per le vacanze potremmo guardarci nell’animo e domandarci come abbiamo speso quest’anno di vita in più, quanto ci siamo rispettati e abbiamo rispettato, se abbiamo dato o no senso alla nostra esistenza…prima di partire potremmo decidere che è arrivato il momento di scegliere tra una vita incolore o affrontare una vita animosa con tutti i suoi rischi
ma partiremo le vacanze, senza farci tutte queste domande, ubriachi di stanchezza, ebbri dell’illusione di raggiungere una realtà che, forse, non sarà mai la nostra, ma contenti per quello spicchio di tempo in cui ci viene concesso di illuderci che per pochi giorni all’anno, spendendo molti soldi, ci verrà regalata la tanto agognata: LIBERTA’
morale della favola: lavorare un anno intero per un godimento effimero
al rientro dalle vacanze le domande saranno raddoppiate
certo, potremmo ribellarci a tutto ciò e operare l’unica vera rivoluzione che fa paura: il risveglio della coscienza.
potremmo dire no ad una società che tutto divora e consuma, compresa la nostra esistenza, e ricordarci che abbiamo dei valori in cui credere e per i quali siamo disposti a vivere veramente
non sono le ferie la nostra libertà …






Sembrano riflessioni da notte di Capodanno passata da soli, a casa.
Non mi va di parlare con te, di questo, qui.
Si che ti capisco.
Anche troppo.
DOBBIAMO vederci.
Lacio Drom Chica
Mi permetto…
Se avessi dovuto ascoltare il mio cuore, vacanze non ne avrei fatte (sempre che siano vacanze 2 settimane alle terme in stanza con padre malato di Alzheimer e bambina
-ops! volevo dire “cagnolina”- di 16 anni e incontinente al seguito).
Eppure in quei giorni ho riavviato le lancette dell’orologio e guardato quello che non vedevo. E allora mi vien da dirti: “parti!”
Forse non cambierà niente, come ipotizzi tu, o forse -è possibile- vedrai te stessa e la tua vita da un punto d’osservazione nuovo; come se fossi il professor Keating di “Carpe Diem” che faceva lezione da sopra un banco.
La severità con sé stessi, il battito della propria coscienza, l’inclinazione ad aiutare gli altri non saranno maggiori se rimani in città; ma potrebbero essere qualità utili a chi incontrerai in vacanza. E naturalmente a te!
Così.
Passavo di qui alle 23.30 di un venerdì sera e mi sono permesso…
Un abbraccio ino ino ino
[...] Leggete e meditatene tutti. [...]
Questo è il mio pensiero… « liberaMente ha detto questo su Settembre 3, 2007 a 9:03 am
ho passato dei bellissimi capodanni a casa da solo, e delle non ferie in cui mi sono rigenerato, o se preferisci, in cui mi sono dedicato a me stesso.
il trovare tempo in questa società che ci dice cosa devi fare, come lo devi fare, e quando lo devi fare diventa sempre più complicato.
ogni giorno mi rifiuto di tornare a casa da lavoro – faccio il pendolare, esco di casa alle 7.30 e torno alle 20.30 – e diventare parte integrante del divano (a guardare cosa poi?) e prendo del tempo per me, e lo dedico alle mie passioni, ai miei amici, alla concretizzazione di quei valori a cui tu fai riferimento. un pò mi viene da sorridere quando penso alle ferie, alla calca, alla gente che pare solo il venerdi o il sabato debba uscire per divertirsi, fino a quasi farsi male, perchè negli altri giorni si deve lavorare. io non vivo per lavorare. ok, certo, non farò chissàche, ma almeno sono tranquillo con me stesso, e pur con tutti i problemi della vita quotidiana, riesco ancora a godere di quello che faccio.
grazie mille per questa interessante lettura.
w freedom of choice
benessere
Passato tramite Patricia. Quest’anno ho fatto fuori dalla mia Versilia 4 giorni. Sono da poco tornato, leggo questo post e ti dico che hai perfettamente ragione, tutta sacrosanta verità
X PAT:…E INVECE SONO RIFLESSIONI DI UNA BANALE NOTTE D’ESTATE PASSATA CON GLI OCCHI SGRANATI RIVOLTI AL SOFFITTO A CHIEDERMI “MA IN REALTà…CHE CI FACCIO QUI??”.. “PERCHè NON SEGUIRE UN ISTINTO
X ALBERTO: GRAZIE DI ESSERE PASSATO E DEL COMMENTO CHE HAI LASCIATO; IL PUNTO è CHE SONO PARTITA…E SONO TORNATA!! E HO VIAGGIATO ATTRAVERSO DEI LUOGHI “INCONTAMINATI” -SE VOGLIAMO- DALLA FRENESIA E DALL’ARRIVISMO TIPICO DEL NOSTRO BEL PAESE;
ECCO, SE GIà DI MIO SONO FIN TROPPO CRITICA, QUESTO MI HA FATTO ANDARE BEN OLTRE DELLE SEMPLICI CONSIDERAZIONI SULLA VITA CHE FACCIO ( E CHE FACCIAMO TUTTI )
X BENESSERE: LE PASSIONI DANNO UN SENSO ALLA VITA, E PER NIENTE AL MONDO BISOGNA SACRIFICARLE, TANTOMENO PER IL LAVORO…A SEGUIRE LE AMICIZIE, L’AMORE, I VALORI E GLI INTERESSI
SENZA DI LORO LA NOSTRA VITA SAREBBE ALIENATA DA QUESTA SOCIETà
X BABILONIA: PURTROPPO LO SO CHE è VERO CIO’ CHE HO SCRITTO, E CHE NON SONO L’UNICA A PENSARE QUESTE COSE … VORREI SOLO CHE PREVALESSE LA FORZA D’ANIMO E LA VERA ESSENZA DI OGNUNO DI NOI, PER POTER VIVERE MEGLIO, CON SERENITà E CON MENO PROBLEMI SOCIALI
Col senso critico ci si nasce ma, secondo me, è meglio averlo che non averlo e accontentarsi del paiattume e della superficialeità diffusa.
E, ovviamente, comporta vantaggi e svantaggi.
Ti racconto un aneddoto.
I miei genitori erano impazienti che io imparassi a parlare e io li accontentai a meno di tre anni. La prima parola fu “mamma” (
), ma la seconda, la terza, la quarta furono meno gradite visto che pare dicessi sempre: “Mamma, pappa non buona!” e anche “Mamma, troppo rumore!” 
Tanto che, si narra che mio fratello un giorno chiese al pediatra: “Ma non si può insegnargli a stare zitto?”
Un abbraccio aruotalibera
ERRATA CORRIGE
“piattume”
NON
“paiattume”
ah ah ah, il tuo aneddoto rende bene l’idea
a me hanno sempre rimproverato di essere una lingua lunga ( o zozza, secondo mia madre) e a scuola non andava proprio bene!! nel mondo del lavoro, io piccola piccola, ho imparato ad incassare e a stare zitta, a contare fino a 100 e a misurare sempre le parole… ma senza mai perdere il tono polemico che mi ha sempre contraddistinto … che voglio dire? non importa dove sei e che fai, l’importante è non perdere mai la tua essenza
Approdato qui su coordinate di patricia…
Questo tuo post è talmente vero che è piuttosto appuntito e fa quasi male: le ferie non sono la nostra libertà neanche un po’. Le ferie ci allontanano soltanto un attimo dalla realtà e ciò può farci bene è vero… ma poi si torna…
non hai idea di quanto ti capisca…non ne hai idea!
magari fossero solo raddoppiate le domande. eppure in quei giorni di vacanza sono stato bene. ho spento il cervello e questo è bastato…in quei momenti
X VADOMANONTORNO: IL PROBLEMA è QUELLO, VIVIAMO UNA REALTà PARALLELA IN QUEL MOMENTO, IN CUI STIAMO SERENI, TRANQUILLI E LONTANI DALLA NOSTRA QUOTIDIANITà; TORNIAMO ALLA VITA NORMALE E TUTTO SVANISCE – LA SERENITà ACQUISITA, LA RILASSATEZZA, TUTTO !- E ALLORA CREDO SIA SPONTANEO FARSI CERTE DOMANDE…CHIEDERSI SE NE VALE DAVVERO LA PENA…
X FEDE:LO SO CHE MI CAPISCI, DI LAVORATORI PRIVILEGIATI CE NE SONO DAVVERO POCHI…SIAMO TUTTI NELLA STESSA BARCA, SPECIALMENTE SE GIOVANI; LE VACANZE SERVONO, I VIAGGI SONO ESSENZIALI – I MIGLIORI INVESTIMENTI SECONDO ME – EPPURE QUANDO TORNI DA UN’ESPERIENZA DEL GENERE, CHE IN UN MODO O NELL’ALTRO TI HA SEGNATO, TORNI DIVERSO, CON ALTRE PROSPETTIVE, CON LA VOGLIA DI MIGLIORARE … E TEMPO DIECI MINUTI TUTTO TI RIPIOMBA ADDOSSO E LE VACANZE SEMBRANO LONTANE ANNI LUCE, ANZI, TI SEMBRA DI NON AVERLE PROPRIO FATTE…
Mah, a conti fatti, e a cervello ben acceso ti direi che non ne vale la pena. Il problema è quando hai 11 mesi di lavoro in groppa misto a stress e voglia di fanculizzare il mondo: lì il cervello va a finire su “off” e non vedi l’ora di regalarti quella settimana “effimera” e poco economica ma che sembra in quel momento tutto ciò di cui hai bisogno.
E’ un errore, per esempio, che io faccio da anni… e lo rifaccio solo perchè nei momenti di insofferenza cosmica, quando ripenso a quegli attimi vacanzieri pieni di spensieratezza, riacquisto un po’ di buon umore…e mi ricarico un po’.
E questo non è poco. Non credi?
ah, guarda, su questo non ci piove
si tratta di un bisogno fisiologico poi alla fin fine
devi staccare, ricaricarti, rigenerare anima, corpo e mente
mi chiedo se ne valga davvero la pena non di andare in vacanza, ma di tornare … o di restare …
Ah ok…appurato che non avevo capito bene, REWIND…e ti dico… Non saprei.
Se tutti noi tendiamo alla felicità, ed un posto per svariati motivi ce la regala, allora non si dovrebbe tornare. Il problema è che quello stato di felicità, di ubriachezza perenne è dato dal fatto proprio che la vacanza ha una fine probabilmente…
Si complica…
SI C’è STATO UN FRAINTENDIMENTO…
CMQ, LA RICERCA DELLA FELICITà POTREBBE RISULTARE EFFIMERA QUANTO UNA VACANZA; LA MIA RIFLESSIONE ERA PIù CHE ALTRO SUL SIGNIFICATO CHE HANNO PER TUTTI NOI QUESTI GIORNI DI “RESPIRO”, COME LI VIVIAMO E LI AFFRONTIAMO … E QUELLO CHE CI RIMANE OLTRE LE FOTOGRAFIE E UN BEL RICORDO
come hai ragione!